← Blog

Intelligenza artificiale per avvocati: fascicoli e segreto

Scritto daPaul Plessing
Revisionato daPaul Petritsch
Un fascicolo cliente in DentroChat con il badge Nell'UE e le spunte per elaborazione in UE, nessun addestramento e citazioni verificate alla fonte

L’intelligenza artificiale per avvocati in Italia oggi gira tutta intorno a una domanda pratica: puoi caricare il fascicolo di un cliente in una chat di IA senza violare il segreto professionale, il GDPR o la nuova legge italiana sull’IA? Sì, a patto che il fornitore tratti i dati in Europa con un contratto ai sensi dell’art. 28 GDPR e non usi i tuoi documenti per addestrare i modelli, che l’avvocato verifichi ogni fonte e che il cliente sia informato come previsto dall’articolo 13 della Legge 132/2025. Abbiamo costruito DentroChat proprio per questo: i tuoi file restano su server europei e non vengono mai usati per l’addestramento, così puoi riassumere atti lunghi o preparare una prima bozza senza mettere a rischio i dati dello studio.

Un avvocato può usare l’IA sui fascicoli dei clienti in Italia?

Sì, ma l’Italia è il primo Paese europeo ad aver messo per iscritto una regola di legge specifica per i professionisti. Dal 10 ottobre 2025 è in vigore la Legge 23 settembre 2025, n. 132. L’articolo 13 stabilisce due cose molto concrete per gli avvocati e gli altri professionisti intellettuali:

  • L’IA può essere usata solo per attività strumentali e di supporto, e il lavoro intellettuale del professionista deve rimanere prevalente.
  • Per tutelare il rapporto di fiducia, devi comunicare al cliente quali sistemi di IA utilizzi, con un linguaggio chiaro, semplice ed esaustivo.

A questo si aggiunge la Guida del CCBE sull’uso dell’IA generativa da parte degli avvocati, diffusa anche dal Consiglio Nazionale Forense: l’avvocato deve verificare di persona ogni singola citazione normativa o giurisprudenziale prima di inserirla in un atto, perché i modelli linguistici continuano a inventare massime e numeri di sentenze che sembrano veri.

Perché il segreto professionale viene prima di tutto

In uno studio legale passano carte delicatissime, dalle separazioni alle indagini penali fino ai contratti riservati delle imprese. Oltre al GDPR, in Italia vale il dovere di segretezza e riservatezza del Codice Deontologico Forense (art. 13 e art. 28) e la tutela penale dell’articolo 622 del Codice penale sulla rivelazione di segreto professionale.

Un modello linguistico non può leggere un PDF se resta cifrato end-to-end, quindi il server del fornitore deve elaborare il testo in chiaro per poterti rispondere. Proprio per questo devi trattare il fornitore IA come un responsabile esterno del trattamento e controllare tre aspetti prima di caricare qualsiasi atto:

  • In quale Paese si trovano i server e chi possiede la società che gestisce il servizio.
  • Se hai un contratto di trattamento dei dati a norma dell’art. 28 GDPR e la garanzia scritta che i tuoi testi non finiscono nell’addestramento dei modelli.
  • Se puoi cancellare davvero i file e le conversazioni quando la pratica viene archiviata.

Cosa prevedono le norme europee e i numeri del settore

Oltre alla Legge 132/2025, ci sono altri riferimenti utili per chi gestisce uno studio:

  • Formazione e AI Act: il Regolamento europeo sull’IA (UE 2024/1689) all’articolo 4 richiede che chi utilizza sistemi di IA in studio abbia una formazione adeguata, e in Italia il D.Lgs. 179/2026 (art. 47) ha inserito percorsi obbligatori sull’IA nella formazione continua degli ordini professionali.
  • Concorrenza tra studi: secondo il rapporto CEPEJ 2024 del Consiglio d’Europa, in Europa ci sono in media 180 avvocati ogni 100.000 abitanti (dati 2022), e l’Italia supera ampiamente la media europea. Risparmiare tempo sui riassunti dei fascicoli aiuta, purché non esponga lo studio a contestazioni disciplinari.

Lista pratica per il tuo studio legale

  1. Inserisci nel mandato professionale un paragrafo chiaro che spiega al cliente quali strumenti di IA usi per le attività di supporto, come richiesto dall’art. 13 della Legge 132/2025.
  2. Scrivi una regola interna per collaboratori e praticanti su quali strumenti sono autorizzati in studio.
  3. Togli i nomi delle parti e i dettagli identificativi quando non servono per la domanda che stai facendo all’IA.
  4. Controlla ogni sentenza di Cassazione o articolo di legge su una banca dati giuridica ufficiale prima di firmare l’atto.

Dove entra in gioco DentroChat

DentroChat gira su server in Europa e non utilizza mai le tue chat o i tuoi file per addestrare modelli di IA. I documenti che carichi restano nel tuo spazio di lavoro finché non decidi tu di cancellarli. Per gli studi con più collaboratori, DentroChat Business include l’accordo sul trattamento dei dati ai sensi dell’art. 28 GDPR e un registro di audit. Tutti i nostri fornitori tecnici sono elencati nella pagina dei sub-responsabili, così puoi verificare subito dove transitano i dati.

DentroChat è un assistente IA generalista per lavorare su testi e documenti e non sostituisce una banca dati giuridica né la verifica dell’avvocato. Se vuoi vedere nel dettaglio come vengono gestiti gli allegati, ne parliamo nell’articolo su IA per documenti riservati.

Domande frequenti

Posso usare un account gratuito di ChatGPT per gli atti di studio?

Gli account pensati per i consumatori possono usare i testi inseriti per migliorare i modelli a seconda delle impostazioni scelte, e non forniscono il contratto ex art. 28 GDPR necessario a uno studio legale. Evita di caricarci documenti dei clienti.

Devo per forza dire al cliente che uso l’IA?

In Italia sì: dal 10 ottobre 2025 l’articolo 13, comma 2, della Legge 132/2025 obbliga il professionista a comunicare al cliente le informazioni sui sistemi di IA utilizzati con un linguaggio chiaro, semplice ed esaustivo. Il modo più pratico è inserirlo direttamente nel preventivo o nel conferimento d’incarico.